MatildaMatilda

"Di che cosa possiamo parlare che sia divertente?" "Guardiamo la gente e parliamo di loro." "Splendido" disse lei. "E non lo faremo con malizia. Soltanto con spirito. Col tuo e col mio." (Hemingway)

lunedì, luglio 31, 2006

but the more I grow the less I know and I have lived so many lives though I'm not old

The more I learn,

the more I learn,

the more I cry,

the more I cry

As I say goodbye to the way of life

I had designed for me


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venerdì, luglio 28, 2006

Oggi non voglio esistere

La mia cara room mate spera che la Nutella non subisca le mie stesse variazioni perchè se fosse così rischierebbe di trovare in dispensa il barattolo di Merdella. Oppure Nuterda. A scelta.

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giovedì, luglio 27, 2006

Deriva autoreferenziale

Questa è l'espressione del mese.
Ma soprattutto credo di esserci dentro fino al collo.

Ricapitoliamo. E' successo l'irreparabile, due settimane fa. Ho discusso 'sta tesi che mi tiravo dietro da anni. Da due settimane sono ufficialmente disoccupata. Queste implica tutta una serie di cose. Tipo che ho un qualcosa come 5-6 settimane di cazzeggio davanti a me. In questo tempo devo decidere cosa voglio fare da grande. Visto che ho già una certa età ho capito che la domanda è malposta, piuttosto il problema è "cosa POSSO fare da grande" (cioè adesso).
I problemi insorgono perchè sono una ragazza coerente: ho fatto la scelta di fare un liceo che non serve a un cazzo, il classico, che però regala una certa forma mentis (che non ho capito bene quale sia), e dopo ho deciso coerentemente di prendermi una laurea che non serve a un cazzo, che però ti regala tanta cultura. E sticazzi. Cultura, te magno.
Quindi mi ritrovo a tutt'oggi con tutta questa zavorra di cultura e scopro che in realtà mi servirebbero conoscenze tecniche. Specialistiche.
Due giorni fa uno di quelli che contano mi ha detto che devo essere imprenditrice di me stessa. Boh.
Stamattina ho ricevuto il primo 2 di picche della mia carriera professionale.
La tipa mi ha detto che non mi hanno preso, ma non perchè non sono simpatica. Ah. Ah, beh. Allora. Sapere che sono una sagoma mi ha tranquillizzato.
Comunque. Il problema è che sono in piena deriva autoreferenziale. Del tipo che sto cercando di capire chi sono, dove vado ma soprattutto come si fa a farsi rapire dagli alieni e trasferirsi su un altro pianeta. Robe così.
C'è qualche dettaglio che mi sfugge in tutto questo, un senso, una direzione. Inizio a pensare che l'idea di emigrare sia una buona idea, come suggerisce il mio amico tenero e introverso

Se qualcuno mi vuole assumere si faccia avanti.

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mercoledì, luglio 26, 2006

Ida cammina

Tutti i nostri passi hanno seguito un desiderio.
Per esaudirlo abbiamo dovuto metterci i piedi sopra e calpestarlo.

Erri De Luca


Ida cammina. E i passi dietro di lei si perdono rincorrendosi sul marciapiede.
Ida cammina veloce, i passi le corrono dietro con il fiato corto.
Ida cammina e ancora la strada non sa dove svoltare.
Ida cammina, non si vuole fermare.
Ida cammina pestando la strada.
Ida cammina ma ha il passo pesante. La strada è lenta, i passi appiccicosi.
Alzare il piede e spostarlo avanti.
Piano.
Piano.
Ancora una volta.
Ancora.
Ancora.
E’ così che ha imparato la prima volta. Camminare. Un piccolo movimento, ripetuto molte volte. Come se dovesse essere per sempre. Come se non esistesse nient’altro. Un piccolo pezzo di eternità. Una sospensione che potrebbe durare per sempre.
Finché non arriva la tregua. La meta.
O la stanchezza.
O la disperazione.
La disperazione del giungere, come se camminare all’infinito non portasse davvero alla fine del mondo. Cosa che invece accade. A volte.
Succede all’improvviso, mentre ancora si sta camminando. La Fine del Mondo.
Ida cammina, e se si perde è la strada che ha vinto. L’illusione di un’eroica odissea senza un’Itaca. La finzione di avere una destinazione che non esiste.
Senza destinazione non esiste viaggio, senza viaggio non c’è destinazione.
La meta ti regala la strada. La strada ti regala l’arrivo.
Ida cammina, segue una mappa non disegnata.
Cammina dritta e guarda davanti a sé, lo sguardo lontano, in un’altra città.
Ida cammina, si sente solo un piano fragore di passi infranti, di suole sul selciato.
Ci sono gli alberi. E un cane che gira solo.
Ida cammina e sembra che non si possa fermare.
Ma Ida è veloce. E anche se non vede la strada sa che deve arrivare.

lunedì, luglio 24, 2006

Mettiamo i puntini sulle i

Viste le critiche che mi sono giunte a voce, vorrei sottolineare che la mia portinaia è gentilissima simpaticissima ma soprattutto sembra dotata di una certa vena ironica (dico sembra, ma nel caso fosse vero lo apprezzerei tantissimo). L'astio del post precedente è dato dalla carenza di sonno, ma in realtà io ADORO la mia portinaia. Praticamente ho cambiato casa per vivere vicino a lei.
Ecco, questo per mettere i puntini sulle i, che poi la gente mi viene a dire che sono una stronza , che non devo giudicare male le persone, che blablabla e dobbiamo volerci tutti bene. Il fatto è che io voglio bene a tutti e tutti ne vogliono a me, naturalmente. Sono una persona dolcissima e tenerissima. Il mio pigiama mi ricorda ogni mattina che sono un angelo. Però se mi vengono a svegliare mi girano i coglioni e divento nervosetta.
Quindi: io ADORO la mia portinaia e il fatto che sabato mattina sia venuta a rompere i coglioni non è un giudizio di valore.
E' un dato di fatto.

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sabato, luglio 22, 2006

Il buongiorno si vede dal mattino

Dunque, dunque. Ieri sera altra seratina poco impegnativa con gli Ammici. Ho visto l'orologio segnare le 5.29. Le 5.30 no perchè sono svenuta sul letto.

Alle 7.40 (no, dico: sette e quaranta!!) telefona la cara room-mate dicendomi che sta arrivando con il padre e una macchinata di roba da scaricare. Fingo tolleranza, chiudo la telefonata e rotolo giù da letto. Dal pavimento procedo a passo di leopardo fino al bagno dove butto la faccia sotto l'acqua del rubinetto per riuscire ad aprire gli occhi. Mentre barcollo per la casa sbatacchiando contro i mobili e sperando che si materializzi un tazzone di caffè.....paffete! la room mate è alla porta, con il padre. Apro la porta, presentandomi in modo ordinato ed elegante: ciabattina infradito, pantaloncino viola dei bei tempi della pallavolo, maglietta strapazzata, occhi gonfi e faccia con ancora il segno del cuscino. La mia maglietta ricorda al mondo che "Non sono mica scema" (e sticazzi, messaggi di un certo livello...). Aiuto nella fase di scarico, pensando intensamente cosa mi ha fatto credere di voler davvero riprendermi in casa una come la room-mate. No, dico. Una che trasloca alle 7.50 del sabato mattina. Cribbio.
Finiamo di scaricare, dico 4 cazzate di convenevoli per far vedere che sono una ragazza in sintonia con il mondo. La room-mate + babbo's se ne vanno. Sono le 8,20 e io mi rituffo nel letto singhiozzando per la commozione.

ore 8.40. Sogno che suonano alla porta. Dopo un pò realizzo che SUONANO ALLA PORTA davvero. Pensiero: machiccazzoèchespaccaicoglioniaquestora?? Posso rispondere a questo dubbio esistenziale solo in un modo: aprendo la porta. Apro la porta. Vedo la risposta incarnata. La portinaia. Un metro e cinquantacinque di portinaia che sfoggia un bel capello rosso di tendenza che fa tanto fashion victim. Aprendo la porta offro al mondo l'immagine di me già vista sopra, soltanto peggiorata dal fatto di non avere avuto neanche il preavviso.

Scena:

MatildaMatilda apre porta.

MatildaMatilda e la portinaia si squadrano a vicenda.

MatildaMatilda: " ...... " (cosacazzovuolequesta??)

Portinaia: Buongiorno.

MatildaMatilda: Buongiorno (buongiorno 'stocazzo)

Portinaia: (mostrando lo stendibiancheria) Avete dimenticato lo stendibiancheria in cortile.

MatildaMatilda: Ah.

MatildaMatilda: (prendendo lo stendibiancheria) beh, grazie.

Portinaia: "...." (squadrando MatildaMatilda)

Portinaia: "....." (ibidem)

Portinaia: Ha fatto le ore piccole? (dandomi del lei come se questo compensasse il fatto che si sta facendo i cazzi miei)

MatildaMatilda: (gentile) sì, ho fatto le ore piccole. Lei invece ha finito i cazzi suoi che si sta facendo i miei?

Da oggi tutto il condominio sa che sulla mia maglietta c'è scritto "NON SONO MICA SCEMA".

Sono le 8.45-8.50 e torno nel letto.

Alle 9 suona il telefono.
E' la room-mate.
Valuto seriamente l'ipotesi di rimanere a vivere da sola.
La room mate mi comunica alcune cose di fondamentale importanza. Io mugolo qualcosa per dire che sto seguendo. Mi chiede pareri organizzativi su questioni che non mi dovrebbero coinvolgere. Piango in silenzio. Chiudo la telefonata. Il mio cervello in automatico resetta tutte le informazioni e si spegne.
Finalmente riesco a dormire un pò.

Verso le 12.00 vengo svegliata dalla solita cazzo di telefonata. (ecchecazzo).
E' mio fratello. Non quello alto, quello elegante. Quello elegante e con le scarpe gialle.
E' rimasto senza soldi. Mi chiede se gliene posso prestare io.
Certo, che problema c'è? Io sono PIENA di soldi.

Credo che adesso mangerò un pò di latte e cornflakes, per tirarmi su di morale.

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sabato, luglio 15, 2006

Non è mai stato vero niente, io sono io

Vorrei essere altrove, in un qualche posto dove sia possibile essere diversi, dove la testa funzioni come dovrebbe. Dove non capitano queste cose. Dove tutto sarebbe diverso. Dove potrei fermare le cose che mi fanno male.

Domani torno alla famiglia.
Ma le sensazione è quella di voler mandare tutti a cagare e starmene sola.

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martedì, luglio 11, 2006

Ci sono giornate che non finiscono mai

Tipo questa.

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lunedì, luglio 10, 2006

Sul tetto del mondo




















adoro gli uomini sensibili....

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sabato, luglio 08, 2006

Grandi Progetti

Prologo:
grazie agli Amici (quelli con la A maiuscola....) ho fatto le 5am

Atto I:
ho serenamente buttato nel cesso la mattinata. Mi ritrovo in pigiama "I'm an angel" (che si accompagna con dei pantaloncini MOLTO ironici, rossi con la coda da diavolo....ah-ah.) davanti al computer. Visto che da 2 gg ho di nuovo internet sto aumentando la mia autostima aggiornando in modo compulsivo il blog. Però ho finito di lavare i piatti di ieri sera.
Insomma, sono le 2pm , e ancora non ho combinato un cazzo.
E' il momento dei Grandi Progetti.

Atto II: i Grandi Progetti
la Doccia (neccessaria)
il Pranzo Veloce(= la roba rimasta dalla cena di ieri)
il Caffè (se no non inizio neanche)
la Tesi (ché sono ragazza di cultura)

Atto III: il dubbio
comincio?
comincio.
davvero?
mah...dovrei leggere l'oroscopo prima, non vorrei fare mosse azzardate...
va beh, sigaretta poi comincio.
sigaretta.
(di passaggio: ho scoperto che probabilmente la mia presenza qui è illegale)
finita la sigaretta.
vado?
vado.

Epilogo: inizia la fase operativa
per i genitori sono soddisfazioni.

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I'm an Angel

c'è scritto sul mio pigiama

According to the "Which Big Lebowski character are you?" quiz:

Non si può mai sapere che cosa si deve volere

perchè si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future.

(Milan Kundera)

perchè la leggerezza dell'essere mi è davvero insostenibile

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