Deriva autoreferenziale
Questa è l'espressione del mese.
Ma soprattutto credo di esserci dentro fino al collo.
Ma soprattutto credo di esserci dentro fino al collo.
Ricapitoliamo. E' successo l'irreparabile, due settimane fa. Ho discusso 'sta tesi che mi tiravo dietro da anni. Da due settimane sono ufficialmente disoccupata. Queste implica tutta una serie di cose. Tipo che ho un qualcosa come 5-6 settimane di cazzeggio davanti a me. In questo tempo devo decidere cosa voglio fare da grande. Visto che ho già una certa età ho capito che la domanda è malposta, piuttosto il problema è "cosa POSSO fare da grande" (cioè adesso).
I problemi insorgono perchè sono una ragazza coerente: ho fatto la scelta di fare un liceo che non serve a un cazzo, il classico, che però regala una certa forma mentis (che non ho capito bene quale sia), e dopo ho deciso coerentemente di prendermi una laurea che non serve a un cazzo, che però ti regala tanta cultura. E sticazzi. Cultura, te magno.
Quindi mi ritrovo a tutt'oggi con tutta questa zavorra di cultura e scopro che in realtà mi servirebbero conoscenze tecniche. Specialistiche.
Due giorni fa uno di quelli che contano mi ha detto che devo essere imprenditrice di me stessa. Boh.
Stamattina ho ricevuto il primo 2 di picche della mia carriera professionale.
La tipa mi ha detto che non mi hanno preso, ma non perchè non sono simpatica. Ah. Ah, beh. Allora. Sapere che sono una sagoma mi ha tranquillizzato.
Comunque. Il problema è che sono in piena deriva autoreferenziale. Del tipo che sto cercando di capire chi sono, dove vado ma soprattutto come si fa a farsi rapire dagli alieni e trasferirsi su un altro pianeta. Robe così.
C'è qualche dettaglio che mi sfugge in tutto questo, un senso, una direzione. Inizio a pensare che l'idea di emigrare sia una buona idea, come suggerisce il mio amico tenero e introverso
Se qualcuno mi vuole assumere si faccia avanti.
I problemi insorgono perchè sono una ragazza coerente: ho fatto la scelta di fare un liceo che non serve a un cazzo, il classico, che però regala una certa forma mentis (che non ho capito bene quale sia), e dopo ho deciso coerentemente di prendermi una laurea che non serve a un cazzo, che però ti regala tanta cultura. E sticazzi. Cultura, te magno.
Quindi mi ritrovo a tutt'oggi con tutta questa zavorra di cultura e scopro che in realtà mi servirebbero conoscenze tecniche. Specialistiche.
Due giorni fa uno di quelli che contano mi ha detto che devo essere imprenditrice di me stessa. Boh.
Stamattina ho ricevuto il primo 2 di picche della mia carriera professionale.
La tipa mi ha detto che non mi hanno preso, ma non perchè non sono simpatica. Ah. Ah, beh. Allora. Sapere che sono una sagoma mi ha tranquillizzato.
Comunque. Il problema è che sono in piena deriva autoreferenziale. Del tipo che sto cercando di capire chi sono, dove vado ma soprattutto come si fa a farsi rapire dagli alieni e trasferirsi su un altro pianeta. Robe così.
C'è qualche dettaglio che mi sfugge in tutto questo, un senso, una direzione. Inizio a pensare che l'idea di emigrare sia una buona idea, come suggerisce il mio amico tenero e introverso
Se qualcuno mi vuole assumere si faccia avanti.

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