Il buongiorno si vede dal mattino
Dunque, dunque. Ieri sera altra seratina poco impegnativa con gli Ammici. Ho visto l'orologio segnare le 5.29. Le 5.30 no perchè sono svenuta sul letto.
Alle 7.40 (no, dico: sette e quaranta!!) telefona la cara room-mate dicendomi che sta arrivando con il padre e una macchinata di roba da scaricare. Fingo tolleranza, chiudo la telefonata e rotolo giù da letto. Dal pavimento procedo a passo di leopardo fino al bagno dove butto la faccia sotto l'acqua del rubinetto per riuscire ad aprire gli occhi. Mentre barcollo per la casa sbatacchiando contro i mobili e sperando che si materializzi un tazzone di caffè.....paffete! la room mate è alla porta, con il padre. Apro la porta, presentandomi in modo ordinato ed elegante: ciabattina infradito, pantaloncino viola dei bei tempi della pallavolo, maglietta strapazzata, occhi gonfi e faccia con ancora il segno del cuscino. La mia maglietta ricorda al mondo che "Non sono mica scema" (e sticazzi, messaggi di un certo livello...). Aiuto nella fase di scarico, pensando intensamente cosa mi ha fatto credere di voler davvero riprendermi in casa una come la room-mate. No, dico. Una che trasloca alle 7.50 del sabato mattina. Cribbio.
Finiamo di scaricare, dico 4 cazzate di convenevoli per far vedere che sono una ragazza in sintonia con il mondo. La room-mate + babbo's se ne vanno. Sono le 8,20 e io mi rituffo nel letto singhiozzando per la commozione.
ore 8.40. Sogno che suonano alla porta. Dopo un pò realizzo che SUONANO ALLA PORTA davvero. Pensiero: machiccazzoèchespaccaicoglioniaquestora?? Posso rispondere a questo dubbio esistenziale solo in un modo: aprendo la porta. Apro la porta. Vedo la risposta incarnata. La portinaia. Un metro e cinquantacinque di portinaia che sfoggia un bel capello rosso di tendenza che fa tanto fashion victim. Aprendo la porta offro al mondo l'immagine di me già vista sopra, soltanto peggiorata dal fatto di non avere avuto neanche il preavviso.
Scena:
MatildaMatilda apre porta.
MatildaMatilda e la portinaia si squadrano a vicenda.
MatildaMatilda: " ...... " (cosacazzovuolequesta??)
Portinaia: Buongiorno.
MatildaMatilda: Buongiorno (buongiorno 'stocazzo)
Portinaia: (mostrando lo stendibiancheria) Avete dimenticato lo stendibiancheria in cortile.
MatildaMatilda: Ah.
MatildaMatilda: (prendendo lo stendibiancheria) beh, grazie.
Portinaia: "...." (squadrando MatildaMatilda)
Portinaia: "....." (ibidem)
Portinaia: Ha fatto le ore piccole? (dandomi del lei come se questo compensasse il fatto che si sta facendo i cazzi miei)
MatildaMatilda: (gentile) sì, ho fatto le ore piccole. Lei invece ha finito i cazzi suoi che si sta facendo i miei?
Da oggi tutto il condominio sa che sulla mia maglietta c'è scritto "NON SONO MICA SCEMA".
Sono le 8.45-8.50 e torno nel letto.
Alle 9 suona il telefono.
E' la room-mate.
Valuto seriamente l'ipotesi di rimanere a vivere da sola.
La room mate mi comunica alcune cose di fondamentale importanza. Io mugolo qualcosa per dire che sto seguendo. Mi chiede pareri organizzativi su questioni che non mi dovrebbero coinvolgere. Piango in silenzio. Chiudo la telefonata. Il mio cervello in automatico resetta tutte le informazioni e si spegne.
Finalmente riesco a dormire un pò.
Verso le 12.00 vengo svegliata dalla solita cazzo di telefonata. (ecchecazzo).
E' mio fratello. Non quello alto, quello elegante. Quello elegante e con le scarpe gialle.
E' rimasto senza soldi. Mi chiede se gliene posso prestare io.
Certo, che problema c'è? Io sono PIENA di soldi.
Credo che adesso mangerò un pò di latte e cornflakes, per tirarmi su di morale.
Alle 7.40 (no, dico: sette e quaranta!!) telefona la cara room-mate dicendomi che sta arrivando con il padre e una macchinata di roba da scaricare. Fingo tolleranza, chiudo la telefonata e rotolo giù da letto. Dal pavimento procedo a passo di leopardo fino al bagno dove butto la faccia sotto l'acqua del rubinetto per riuscire ad aprire gli occhi. Mentre barcollo per la casa sbatacchiando contro i mobili e sperando che si materializzi un tazzone di caffè.....paffete! la room mate è alla porta, con il padre. Apro la porta, presentandomi in modo ordinato ed elegante: ciabattina infradito, pantaloncino viola dei bei tempi della pallavolo, maglietta strapazzata, occhi gonfi e faccia con ancora il segno del cuscino. La mia maglietta ricorda al mondo che "Non sono mica scema" (e sticazzi, messaggi di un certo livello...). Aiuto nella fase di scarico, pensando intensamente cosa mi ha fatto credere di voler davvero riprendermi in casa una come la room-mate. No, dico. Una che trasloca alle 7.50 del sabato mattina. Cribbio.
Finiamo di scaricare, dico 4 cazzate di convenevoli per far vedere che sono una ragazza in sintonia con il mondo. La room-mate + babbo's se ne vanno. Sono le 8,20 e io mi rituffo nel letto singhiozzando per la commozione.
ore 8.40. Sogno che suonano alla porta. Dopo un pò realizzo che SUONANO ALLA PORTA davvero. Pensiero: machiccazzoèchespaccaicoglioniaquestora?? Posso rispondere a questo dubbio esistenziale solo in un modo: aprendo la porta. Apro la porta. Vedo la risposta incarnata. La portinaia. Un metro e cinquantacinque di portinaia che sfoggia un bel capello rosso di tendenza che fa tanto fashion victim. Aprendo la porta offro al mondo l'immagine di me già vista sopra, soltanto peggiorata dal fatto di non avere avuto neanche il preavviso.
Scena:
MatildaMatilda apre porta.
MatildaMatilda e la portinaia si squadrano a vicenda.
MatildaMatilda: " ...... " (cosacazzovuolequesta??)
Portinaia: Buongiorno.
MatildaMatilda: Buongiorno (buongiorno 'stocazzo)
Portinaia: (mostrando lo stendibiancheria) Avete dimenticato lo stendibiancheria in cortile.
MatildaMatilda: Ah.
MatildaMatilda: (prendendo lo stendibiancheria) beh, grazie.
Portinaia: "...." (squadrando MatildaMatilda)
Portinaia: "....." (ibidem)
Portinaia: Ha fatto le ore piccole? (dandomi del lei come se questo compensasse il fatto che si sta facendo i cazzi miei)
MatildaMatilda: (gentile) sì, ho fatto le ore piccole. Lei invece ha finito i cazzi suoi che si sta facendo i miei?
Da oggi tutto il condominio sa che sulla mia maglietta c'è scritto "NON SONO MICA SCEMA".
Sono le 8.45-8.50 e torno nel letto.
Alle 9 suona il telefono.
E' la room-mate.
Valuto seriamente l'ipotesi di rimanere a vivere da sola.
La room mate mi comunica alcune cose di fondamentale importanza. Io mugolo qualcosa per dire che sto seguendo. Mi chiede pareri organizzativi su questioni che non mi dovrebbero coinvolgere. Piango in silenzio. Chiudo la telefonata. Il mio cervello in automatico resetta tutte le informazioni e si spegne.
Finalmente riesco a dormire un pò.
Verso le 12.00 vengo svegliata dalla solita cazzo di telefonata. (ecchecazzo).
E' mio fratello. Non quello alto, quello elegante. Quello elegante e con le scarpe gialle.
E' rimasto senza soldi. Mi chiede se gliene posso prestare io.
Certo, che problema c'è? Io sono PIENA di soldi.
Credo che adesso mangerò un pò di latte e cornflakes, per tirarmi su di morale.
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