MatildaMatilda

"Di che cosa possiamo parlare che sia divertente?" "Guardiamo la gente e parliamo di loro." "Splendido" disse lei. "E non lo faremo con malizia. Soltanto con spirito. Col tuo e col mio." (Hemingway)

lunedì, settembre 18, 2006

Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini (W. Whitman)

Pare che questa settimana vada di moda Saturno nel segno, in opposizione di Nettuno. Spero che questo significhi che sto per smettere di fumare perché il costo delle sigarette è diventato insostenibile per le mie scarse finanze. Nel dubbio, stasera ho in programma di andare a vedere "Please smoke", edificante documentario sui benefici per la salute.
Poi provvederò all'invio del curriculum everywhere:
Neolaureata emotivamente instabile, umanamente inaffidabile, inadatta al problem-solving cerca impiego altamente remunerativo nel settore pubblico
o privato scopo mantenimento in attesa della pensione.
Per quanto riguarda tutto il resto, si dice che non esistano problemi, soltanto soluzioni. Spero che sia vero, ma nel frattempo se qualcuno ne trovasse una potrebbe farmela avere?



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venerdì, settembre 08, 2006

Scrivere il curriculum

Che cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.



Wislawa Szymborska, Premio Nobel 1996

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